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Cthulhu è il personaggio, l'essere, il mostro, in un certo senso anche divinità, più citato per quel che riguarda l'opera letteraria di H.P. Lovecraft. In maniera diretta o collaterale, a lui sono collegate numerose delle storie scritte dall'autore, tanto che si parla spesso di un Ciclo di Cthulhu o dei Miti di Cthulhu.

Tale essere appare per la prima volta nel racconto Il Richiamo di Cthulu, ma come dicevano è una presenza ricorrente in numerose altre opere.

Storia Modifica

A parte il racconto appena citato, Cthulhu è molto presente all'interno della saga letteraria, fatta per lo più di brevi racconti, di Lovecraft. Infatti, nelle sue storie, lo scrittore fece intendere come vi fosse un vero e proprio culto dedicato a questo essere proveniente dalle profondità siderali del cosmo.

Più e più volte i suoi adepti emergono tra le righe e le pagine dei racconti lovecraftiani, nelle quali a volte troviamo citate orride frasi dedite al culto ed ai suoi rituali, come "Ph'nglui mglw'nafh C'thulhu R'lyeh wgah'nagl fhtagn", che può essere tradotto come "Nella sua dimora di R'lyeh il morto Cthulhu attende sognando".

In tale frase è un po' racchiuso il senso paradossale che lega a doppio filo gli esseri semi-divini appartenenti alla specie aliena di cui fa parte lo stesso Cthulhu. In essa infatti lo si definisce come morto, eppure sogna e, quindi, è a rigor di logica vivo. I Grandi Antichi, così Lovecraft chiamava la loro specie, paiono non essere necessariamente legati a tutte le leggi che regolano il nostro universo. Cthulhu in particolare appare come un essere a metà tra un mostro ed una divinità. Ha forma fisica, ma ha un culto tutto suo.

All'interno della storia e dei vari racconti, egli sta attendendo la giusta congiunzione astrale attraverso la quale egli si ridesterà dal suo sonno mortale e, acclamato dalle folle blasfeme che per eoni lo hanno atteso, riemergerà dalle profondità degli oceani insieme alla sua città dove fu imprigionato (volontariamente oppure no, non ci è dato sapere).

Forte di milioni di sacrifici umani commessi in suo nome egli tornerà così, insieme alla sua specie e progenie di cui è anche sacerdote, a soggiogare il mondo stesso, così come fece in un tempo immemorabile quando giunse sul nostro pianeta e l'umanità ancora non era altri che una specie strisciante e priva di consapevolezza.

Aspetto, Forma e Culto Modifica

Ad un primo sguardo, Cthulhu viene descritto come quello che si potrebbe considerare un ibrido tra un cefalopode (polpi e simili) ed un umanoide (ovvero un essere simile all'uomo in quanto bipede). In realtà, questa deità mostruosa è un qualcosa di molto più macabro e difficile da immaginare.

La sua testa è costituita da un enorme sacca molliccia, come quella appunto dei polpi, flaccida, umida e viscida, con una pelle talmente elastica e tipica degli esseri dei fondali che quasi ci si può vedere attraverso.

Il colore del suo corpo è un miscuglio di essenze tenui e poco sature, molto vicine alla colorazione dei cadaveri in decomposizione o al marciume lasciato a macerare al sole. Dalla testa spuntano dei tentacoli che la contornano e fuoriescono dalla bocca, la quale non è che composta che da tre denti molto acuminati. Gli occhi sono fissi, cerulei, come se osservassero al contempo ogni cosa e nulla.

Infine, dalle sue clavicole dipartono due ali molto simili a quelle di un pipistrello, dando infine a Cthulhu l'aspetto di una vorace chimera.

Nel suo sonno costante, egli mette in atto il suo richiamo, attraverso il quale contatta in maniera paradossale e per nulla logica diversi esseri umani, appartenenti o meno al suo culto il quale, segretamente, ricopre praticamente più della metà della Terra.

Infatti, dalla Gorenlandia alla Louisiana, o dall'Arabia, dove fu scritto il terribile Necronomicon, alla Nuova Zelanda, i seguaci di Cthulhu, nei racconti di Lovecraft, continuano ad adorare il loro titanico e terribile signore e si dice che, da qualche parte tra le montagne cinesi, i suoi brutali ierofanti cospirino contro l'umanità intera.

Il Richiamo di Cthulhu Modifica

Sebbene al Ciclo di Cthulhu appartengano racconti antecedenti a questo, è qui, come dicevamo in principio alla pagina, che conosciamo per la prima volta questa mostruosa divinità.

In tale racconto, il protagonista descrive una strana opera d'arte, un bassorilievo rappresentante Cthulhu che fu creato da un artista perseguitato da continui strani sogni notturni. Secondo le stesse parole del protagonista, "la cosa non può essere descritta", ma puntualizza dicendo che è dotato di "tenaglie molli", nonché altri riferimenti alla sua natura pseudomarina come una testa di calamaro ed altro ancora. Di certo, in questo racconto comprendiamo come Cthulhu sia enorme, dato che viene disegnato come "una montagna che camminava ed incespicava".

Proseguendo nella lettura troviamo finalmente un seguace del culto, un certo Vecchio Castro, lo stesso che fornirà al lettore ancora più informazioni riguardanti l'aspetto ed il volere del blasfemo essere. Proprio grazie a Castro scopriamo come i Grandi Antichi, la specie aliena a cui appartiene Cthulhu, giunse sul nostro pianeta diversi milioni di anni fa, provenienti da fredde stelle col fine oscuro di dominare la Terra.

Eccone una piccola descrizione tratta dal racconto:

Non erano fatti di carne e sangue. Avevano una forma... ma quella forma non era fatta di materia. Quando le stelle si allinearono, poterono spostarsi da un mondo all'altro attraverso lo spazio cosmico; ma quando le stelle non furono più allineate, non poterono sopravvivere. Ma anche se non vissero più, non poterono nemmeno realmente morire. Ora giacciono tutti nelle loro case di pietra nella città di R'lyeh, difesa dagli incantesimi del Grande Cthulhu, in attesa di una gloriosa resurrezione quando le stelle e la Terra saranno di nuovo pronti.
Castro in più ci offre una visione particolareggiata per quanto riguarda Cthulhu, descrivendoci le funzioni del culto a lui dedicato:
Quando le stelle si saranno allineate alcune forze ignote libereranno i corpi dei Grandi Antichi. [...] I sacerdoti segreti faranno risorgere il Grande Cthulhu dalla tomba per ripristinare il suo dominio sulla Terra... L'umanità diverrà come i Grandi Antichi: libera e selvaggia, al di sopra del bene e del male, senza leggi né morale. [...] Gli Antichi liberati insegneranno all'umanità nuovi modi di urlare e uccidere, e tutta la Terra brucerà in un olocausto di estasi e libertà.
Infine, il vecchio fa rizzare ancor di più il pelo al lettore, sottolineando le capacità straordinarie dei Grandi Antichi, esseri potenti, telepatici e che "sanno sempre tutto ciò che accade nell'universo. [...] Sono capaci di comunicare con gli umani comparendogli in sogno".

Progenie Modifica

Si narra che, quando giunse sul nostro pianeta, Cthulu portò con sé la sua progenie, la quale è fatta da diversi esseri simili al loro creatore, ma di dimensioni nettamente più piccole. Costoro furono gli architetti ed i costruittori di R'lyeh e si dice che, una volta che essa si inabissò, per quasi la loro totalità preferirono rimanere col loro signore, mentre secondo altre fonti, alcuni fuggirono e scamparono alla catastrofe, nascondendosi negli anfratti della superficie.